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Cosa ci insegna il grande successo di Elena Ferrante

Si è conclusa questa settimana la tanto attesa serie tv tratta dal best seller “L’amica geniale” di Elena Ferrante, uscito per le edizioni e/o nel 2011 e seguito da altri tre romanzi: “Storia del nuovo cognome” (2012), “Storia di chi fugge e di chi resta” (2013) e “Storia della bambina perduta” (2014). Una saga che ha conquistato milioni di lettori in tutto il mondo, tutti accomunati dallo stesso innamoramento per la storia di Lila e Lenù.

 

Un successo mondiale inaspettato che ha scatenato la caccia alla vera identità di Elena Ferrante, nom de plume dell’autrice (o autore?). Una caccia spietata a chi si nasconde dietro il caso letterario internazionale degli ultimi anni. Una storia profondamente italiana, anzi: napoletana, che ci accompagna in un viaggio nella storia della società italiana dagli anni ’50 ai giorni nostri. La storia di un’amicizia dalle proporzioni epiche, ma non solo, perché ci sono davvero molte cose importanti in primo piano, una su tutte: l’amore per i libri e per il sapere come mezzo per liberarsi dalla miseria economica e umana.

 

Elena Ferrante, chiunque lei (o lui) sia, ha un talento speciale nello scrivere storie perfette per essere trasformate in film. Il primo regista a capirlo fu Mario Martone con il bellissimo film “L’amore molesto”, tratto dall’omonimo libro di esordio di Elena Ferrante uscito nel 1992. Anche Roberto Faenza ha poi tentato la stessa formula con il film “I giorni dell’abbandono” dove però Elena Ferrante non ha partecipato alla sceneggiatura (peccato) lasciando carta bianca al regista che ha dato una sua interpretazione.

Nel 2017 l’emittente statunitense HBO, in collaborazione con Rai Fiction, Tim Vision, WildsideFandango, ha prodotto la prima stagione del serial tratto dal primo libro. La regia è stata affidata a Saverio Costanzo che ha curato anche la sceneggiatura insieme a Elena Ferrante, Francesco Piccolo e Laura Paolucci. Negli Stati Uniti la serie è stata trasmessa a partire dal 18 novembre 2018, mentre in Italia dal 27 novembre. Gli ascolti sono stati da record fin dalla prima puntata, per raggiungere il picco con l’ultima serata. È stata quindi confermata la seconda stagione che molto probabilmente uscirà alla fine del 2019 e sarà sul basata sul secondo libro “Storia del nuovo cognome”.

Gli ultimi due episodi, infatti, oltre a scalare la classifica dei Trend Topic su Twitter, hanno raggiunto il 30% di share con 6.804.000 spettatori.

Una storia di un successo non scontato che conferma che con la qualità si può vincere e ci ricorda che le persone non amano solo le storie a lieto fine, ma apprezzano la verità nuda e cruda. Ebbene, quando ci sono gli ingredienti giusti la pillola non ha sempre bisogno dello zucchero per andare giù perché la notorietà e il successo popolare di un prodotto (libro, serial, film, ma anche altro) non ha sempre a che fare con la leggerezza a tutti i costi, anzi, in quest’epoca dove spesso l’inconsistenza è premiata da grandi ascolti, esiste ancora una buona fetta di pubblico che nutre ancora il desiderio di spogliare le cose per vedere come sono fatte davvero, senza paura di vedere tutte le cose spiacevoli tanto umane quanto quelle belle.