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Always look on the bright side of death!

Nessuno vuole parlare cose tristi, figuriamoci di morte (ne abbiamo già discusso qui) e la donazione d’organi, argomento connesso tanto alla vita quanto alla morte, è un altro argomento tabù.

La percentuale di persone che dichiara di voler donare gli organi di fatto poi non si interessa alle questioni burocratiche e non sa che bisogna esprimere il proprio consenso o iscriversi a un’associazione donatori.

In Australia la percentuale di donatori sembra essere particolarmente bassa rispetto al numero di persone che si dichiarano favorevoli e questo ha spinto l’associazione australiana di donatori d’organi Dying to Live a pensare a una campagna che attirasse l’attenzione in modo più incisivo rispetto alle comuni campagne di sensibilizzazione.

E ci sono riusciti:

Un video fatto molto bene da diversi punti di vista, con un grande debito nei confronti dei Monty Python (Life of Brian, se no lo conosci vedi il video qui sotto), che centra perfettamente il punto: la donazione come un atto di amore disinteressato verso gli altri esseri umani e chi meglio della figura di Gesù Cristo poteva incarnare questo sentimento?

Verrebbe da dire che in Italia uno spot di questo genere non avrebbe mai potuto essere trasmesso e, forse, nemmeno proposto da nessuna agenzia pubblicitaria. Probabilmente è vero, ma non è che nel resto del mondo sia stato accolto senza polemiche.

L’utilizzo di Gesù Cristo è stato visto come controverso per una questione principalmente religiosa. I commenti più negativi sono arrivati da associazioni religiose integraliste (non solo cristiane), che, oltre a non accettare il tono ironico con cui viene trattato Gesù, non concepiscono nemmeno la donazione d’organi in quanto, secondo loro, contraria alla legge di Dio.

Ci sono stati poi commenti molto più “leggeri” relativi al fatto che, anche se Gesù Cristo è certamente il “testimonial” giusto per una campagna sulla generosità in extremis, è anche vero che, dovendo lui risorgere tre giorni dopo la crocifissione, non potrebbe donare gli organi e, quindi, il messaggio della pubblicità sarebbe offensivo perché mette in dubbio il dogma della resurrezione dopo la morte per mano di Dio he diventa resurrezione in vita per volontà e mano dell’uomo

Insomma un Gesù Cristo umano troppo umano che ai religiosi più severi non è piaciuto, ma ammettiamolo, il messaggio arriva forte e chiaro e i dialoghi con i due centurioni con tanto di selfie finale strappano un sorriso a tutti e, nel mentre, ti fanno pensare.