Tutte le novità del mondo creativo e della produzione pubblicitaria nel blog di Abc Production

The Point Newsletter

Sed ut perspiciatis unde omnis iste natus error.

Follow Point

Begin typing your search above and press return to search. Press Esc to cancel.
  /  Advertising   /  La vera vincitrice dei Clio Awards 2018 è la normalità

La vera vincitrice dei Clio Awards 2018 è la normalità

In un tempo nemmeno troppo lontano la pubblicità era il luogo deputato alla vendita di sogni e di possibilità riservate solo ai VIP. Qualsiasi prodotto, anche il più quotidiano, prometteva di elevare il compratore al un livello più alto di bellezza, popolarità, ricchezza, stile, eccetera. Naturalmente questa tendenza non si è esaurita e per alcune tipologie di prodotto continua a funzionare bene (soprattutto ambito luxury). Ma per i prodotti destinati alla grande distribuzione la sfida per la conquista della fetta di mercato si gioca su un livello diverso.

La comunicazione pubblicitaria si sta spostando verso la ricerca spasmodica di un contatto più “personale” con il consumatore medio. Gli studi di mercato e gli osservatori di tendenze sono ormai tentacolari. Una semplice tessera fedeltà è in grado di dire moltissimo sulle nostre abitudini, senza parlare di tutti i dati raccolti grazie ai nostri comportamenti sui Social e, in generale, su Internet. D’altra parte fa comodo a tutti connettersi al proprio device e vedersi comparire contenuti sempre più personalizzati, ma il prezzo da pagare è rinunciare a parte della propria privacy.

Mentre la questione della privacy e della sua difesa è, da anni, al centro di dibattiti e leggi (e burocrazia) sempre più complesse e labirintiche, l’utente medio (di internet e della televisione) non ha alcun problema a esporre il suo privato, basta vedere il successo dei vari Social e la quantità di programmi televisivi che declinano la formula del reality. La popolarità sembra alla portata di tutti e questo ha modificato profondamente la consapevolezza di quello che è la “privacy”.

Questa grande rivoluzione sociale è sotto la lente dei grandi marchi da anni perché, se c’è una possibilità di ascolto da parte del pubblico, va cercata proprio lì, nel desiderio di protagonismo.

Lo avevamo già visto analizzando i vincitori di Cannes Lions 2018 (Cosa ci è piaciuto e divertito a Cannes Lions 2018) e ora non possiamo che confermarlo anche per i Clio Awards 2018.

Ecco la nostra selezione tra i vincitori che hanno giocato con la “normalità” generando partecipazione, vicinanza ed empatia:

Opportunity Roars | Monsters.com

Monsters.com è un portale dedicato alla ricerca del lavoro molto usato soprattutto negli Stati Uniti. L’idea alla base della nuova campagna è basata sull’empatia generata nel riconoscersi nella frustrazione purtroppo molto comune dell’impiegato medio, costantemente all ricerca di un lavoro che gli dia maggior soddisfazione. Molto apprezzata anche la citazione dal celebre film King Kong del 1933 prodotto e diretto da Merian C. Cooper ed Ernest B. Schoedsack.

Go with the Flow | Diesel

Diesel da anni ha orientato la sua comunicazione in modo originale e coraggioso. In questa campagna la protagonista è la bellezza nascosta nei difetti, anche quelli più evidenti. Non è certo una novità assoluta, ad esempio lo avevano già fatto Dove e anche Desigual, ma la forza di Diesel è nello stile non rileccato e non consolatorio.

Gene Test | Marmite

Chi conosce la Marmite, una crema spalmabile a base di verdure di origine inglese, molto utilizzata da inglesi, sudafricani, australiani e neozelandesi, sa anche che la sua popolarità di basa sulla reazione che provoca al suo assaggio: o è amore o è odio. Ed è proprio sull’odio che Marmite ha voluto basare la sua nuova campagna e per farlo ha chiesto aiuto alla scienza: un test genetico per provare se sei un hater o un lover della Marmite.

Exclusive the Rainbow | Skittles

Questo è forse il caso più eclatante di come la normalità possa essere sfruttata fino a farla diventare parodia di se stessa. Con il demenzialegli americani hanno un rapporto diverso rispetto agli europei e il loro gusto li porta a divertirsi ed entusiasmarsi per cose diverse da quelle per cui si diverte o si entusiasma un consumatore del vecchio continente, ma bisogna ammettere che questo esperimento, nato per i Super Bowl, è decisamente originale.