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Se la pubblicità ti annoia, ci pensa Ikea

Anche chi lavora nel campo della comunicazione e della pubblicità sa molto bene quanto la pubblicità possa essere invadente, noiosa e fastidiosa, soprattutto quando interrompe la visione di un film o di una trasmissione che stiamo seguendo con interesse. È cosa comune a tutti sfruttare il momento della pausa pubblicitaria (sempre più lungo ormai) per fare quelle cose che attendevano di essere fatte (una capatina in bagno, un piccolo snack o anche stendere una lavatrice).

A dare fastidio non è solo l’interruzione (a cui tutti siamo abituati), ma anche le modalità: aumento del volume improvviso, immagini e suoni ad alta velocità, messaggi pubblicitari ripetuti fino a diventare fastidiosi, voci impostate e poco interessanti e poi, in ultimo, anche la quantità dei messaggi propinati uno di seguito all’altro che creano un rumore di fondo da cui si fa fatica a estrarre i vari messaggi pubblicitari.

Anche i pubblicitari lo sanno e a volte trovano l’idea giusta per superare la soglia di disattenzione del pubblico (televisivo e non). È quello che è riuscita a fare l’agenzia Åkestam Holst di Stoccolma, incaricata da Ikea di pensare a uno spot televisivo che catturasse l’attenzione del pubblico per mostrare in modo originale gli oggetti d’arredo del colosso svedese.

Nasce così lo spot “The Bad Ad Ad” inserito nella campagna multicanale “Where life happens” che gioca con l’idea di togliere dalla pubblicità tutti gli aspetti ideali e irreali inserendo momenti di vita vera dove è lecito anche essere irritati e annoiati.

Lo spot sfrutta un’idea apparentemente semplice, ovvero quella di utilizzare un’inquadratura fissa in cui vediamo una famiglia (padre, madre, bambino e cagnolino), intenta a vedere un film d’azione che li cattura. Noi guardiamo la famiglia, che guarda il film, in un gioco di specchi in cui noi spettatori siamo nel punto dello schermo televisivo che cattura l’attenzione dei protagonisti.

L’attenzione è alta, ma ecco che arriva la pubblicità a interrompere la tensione, tutti si infastidiscono e, a turno, abbandonano la scena per fare altro, in attesa che ricominci il film. Rimane solo il cane (e noi che guardiamo). La luce bassa illumina a malapena la scena e, mentre la famiglia si assenta, ecco che appaiono i nomi e i prezzi dei vari oggetti Ikea presenti nella stanza.

Il fastidio si è spostato, non tocca a noi infastidirci, lo fa la famigli al posto nostro, quindi l’attenzione resta viva e può essere sfruttata dalla pubblicità. Il messaggio è chiaro: noi ti capiamo, capiamo che sei stufo della pubblicità, regalaci la tua attenzione.

 

All’interno di questa campagna multicanale, che ha avuto varie declinazioni molto interessanti, ha fatto notizia la pubblicità cartacea di un lettino da bebè di Ikea che poteva essere usato anche come test di gravidanza, suggerendo l’idea che se anche non credi di aver bisogno di questo prodotto in questo momento, potresti scoprire che invece ne hai.