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Cosa sconvolge davvero del video di Childish Gambino

Childish Gambino è il nome d’arte scelto dallo sceneggiatore, attore e performer Donald Glover, famoso per il successo ottenuto nella serie Atlanta, da lui scritta, diretta e interpretata, con cui ha vinto due Emmy, due Golden Globe, due Writers Guild of America e un Critics’ Choice Award.

In veste di Childish Gambino ha ricevuto cinque nomination ai Grammy Award per il suo terzo album Awaken, My Love! del 2016,  vincendo come migliore interpretazione R&B tradizionale per il brano “Redbone”.

È uscito da poco il suo nuovo singolo, “This is America”, (famoso hashtag usato a sostegno delle proteste contro le violenze sugli afroamericani) presentato da un video che ha suscitato un polverone tra pubblico e critica per i suoi contenuti forti.

Si tratta di un video molto interessante dal punto di vista della comunicazione perché riesce a unire diversi linguaggi espressivi in modo magistrale.

 

 

Nel video, la cui regia è stata affidata a Hiro Murai, la violenza esplode senza preavviso ed è anticipata e seguita da momenti di forzata spensieratezza e leggerezza. Questo dualismo è la cifra stilistica che accompagna tutto il video, in un crescendo di eventi che si susseguono a ritmo sostenuto con cambi atmosfera che lasciano quasi ipnotizzati.

Il video provoca nello spettatore un cortocircuito emozionale e cognitivo, mettendolo nella condizione di divertirsi e indignarsi contemporaneamente.

Nel video i riferimenti culturali, politici e storici sulla questione razziale sono espliciti: il caso Trayvon Martin, il massacro di Charleston, il movimento Black Lives Matter e la schiavitù in catene, solo per citarne alcuni.

 

 

La danza ipnotica e sinistramente divertente che Gambino fa prima e dopo ogni suo scoppio di violenza, distraendoci dai corpi che vengono trascinati via, è stata interpretata come la critica feroce al mondo dello Show Business americano che continua a far man bassa degli stereotipi della cosiddetta blackness: culto delle armi, abuso di alcol e droghe, violenza, ma anche balli, canti gospel e il desiderio di riscatto attraverso il denaro.

 

Una curiosità: la posa che Childish Gambino assume quando spara a sangue freddo è quella tipica di Jim Crow, il protagonista di Jump Jim Crow, una canzone-balletto decisamente offensiva sugli afroamericani molto popolare ai tempi delle leggi razziali.

Ci si può dedicare all’analisi sui vari livelli di lettura a cui questo video si presta: denuncia sulla violenza contro le persone di colore, denuncia della spettacolarizzazione delle news di cronaca nera, e molte altre, ma la cosa davvero interessante è che tutti questi livelli esplodono in una denuncia che rende tutti complici: vittime e carnefici.

 

 

Glover li interpreta entrambi, è lui che imbraccia pistola e mitra uccidendo persone a sangue freddo, ma è anche lui a ballare con espressione garrula e a salire sul tettuccio di un’auto vintage per “fare festa”. Ed è qui che esplode la critica che sta alla base di tutte: quella alla società afroamericana e al suo non prendersi la responsabilità per gli stereotipi che continua, d’accordo con lo show business, a veicolare e ad abbracciare. Come a dire: non basta mettere l’ashtag sui social quando uccidono un nero, bisogna prendersi la responsabilità della consapevolezza e dell’azione.