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Le scuse di successo di KFC ai suoi clienti

Per oltre una settimana i KFC del Regno Unito sono rimasti senza pollo a causa di una manovra piuttosto sfortunata. Poco tempo prima avevano cambiato corriere per risparmiare, ma il nuovo distribuitore, DHL, non è riuscito a consegnare in tempo, causando una vera e propria “carestia di pollo fritto” in tutto il regno.

Oltre 700 su 900 fast food della catena KFC hanno dovuto tenere chiuso per mancanza di ingredienti con cui soddisfare le richieste dei clienti.

Inizialmente il marketing aveva tentato di stemperare la delusione con battute tipo “Come mai il pollo ha attraversato la strada? Non ne abbiamo idea, ma certamente non per raggiungere un ristorante KFC”. Purtroppo la battuta non è piaciuta alle persone che si erano viste serrare le porte del ristorante, magari dopo essere usciti appositamente per andare a mangiare pollo fritto.

Di conseguenza hanno dovuto correre ai ripari con una campagna a tutta pagina sul Sun e sulla free press distribuita in metropolitana. Una campagna semplice, efficace e coraggiosa che ha fatto guadagnare KFC in simpatia e popolarità, spopolando sui social e riconquistando la fiducia della clientela più affezionata.

La campagna mostrava semplicemente il tipico cestino in cui è normalmente servito il pollo, ma senza pollo e con lettere del logo in ordine diverso (FCK), in modo da avere lo stesso suono di una classica imprecazione anglosassone.

Il messaggio abbinato alla foto era semplice, sincero e incredibilmente efficace:

Un ristorante di pollo senza pollo. Non è l’ideale. Grandissime scuse ai nostri clienti, specialmente quelli che hanno fatto molta strada per arrivare da noi e scoprire che eravamo chiusi. Un enorme grazie ai nostri collaboratori e al nostro staff per aver lavorato senza sosta per risolvere la situazione. È stata una settimana d’inferno, ma stiamo facendo progressi e ogni giorno arriva pollo fresco nei nostri ristoranti. Grazie per averci sopportato.

Il successo è stato virale anche sui social come Twitter, Facebook e Instagram, dove il messaggio più frequente è stato “Con una pubblicità così come si fa a non perdonarli?”